Tempus Fugit: Metamorfosi della Beltà     Olio su tela     70 x 50 cm    1988

 

Tempus Fugit: Metamorfosi della Beltà

Dipinto a: Addis Abeba (Etiopia) 

Pubblicato su: La Chine au présent (edizione in lingua francese della rivista China Today) 42^ année n. 4, aprile 2004 (pagg. 51,52,53 con intervista del Direttore Hu Chunhua e della giornalista canadese Louise Cadieux). 

Commento dell'Autore:

Dal latino: (Il Tempo vola:  metamorfosi della Beltà)

Diversamente da "Il Generale" che mira altrove per sfuggire uno sguardo di severa condanna, in "Tempus fugit: Metamorfosi della Beltà", la Donna guarda dritto negli occhi, come se avesse qualcosa di importante da comunicare, forse da insegnare. L'intenso contrasto tra il corpo da fanciulla e quello da anziana (quest'ultimo - si osservino, in particolare, le sfumature delle labbra - in fase di putrefazione) costringono ad un attimo di riflessione sulla caducità della vita....

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Commento: 

Sul finire degli anni ’80, si verifica nell’artista un cambiamento, che ben si estrinseca in “Tempus Fugit: Metamorfosi della Beltà”, nella quale si sviluppa il delicato tema di vanitas: il mistero della bellezza e del tempo che avanza spietatamente, nell’indagine del passaggio dal bello al suo inesorabile declino. In “Panta rei”, al rigoglioso e invitante corpo della giovane donna fa da contraltare un volto spento, grinzoso, dai tratti senili. Il dramma della caducità della vita è, in questo frangente, esaltato dalle fulgide tonalità del mantello verde che avvolge la sagoma, come un presentimento di morte". (Dott.ssa Sabrina Falzone)

* dal greco "Panta rei"  tutto scorre

Secondo gli insegnamenti del famoso filosofo greco Eraclito, tutto scorre.