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Pensieri… a colori

Le origini e gli anni della formazione

Artista riconosciuto in ambito internazionale, Marco Salvatore Mallamaci nasce in Magna Grecia nel 1948. Dopo aver frequentato le scuole medie in seminario, a soli sedici anni emigra a Krefeld, in Germania. Nel 1967 si trasferisce a Windsor, in Canada, dove si mantiene lavorando nell’edilizia e nella ristorazione.

Grazie ai corsi serali per immigrati apprende la lingua inglese, supera il TOEFL e si iscrive alla University of Windsor in Lingue e Letterature Straniere, conseguendo nel 1972 il “Bachelor of Arts” con il massimo dei voti.

Il rientro in Italia e la scintilla artistica

Rientrato in Italia, nel 1979 vince un concorso pubblico e viene assunto alla Farnesina. Si trasferisce a Roma dove, leggendo un annuncio sul celebre giornale Porta Portese, trova alloggio presso il Professor Eugenio Barra, docente in pensione dell’Accademia di Belle Arti di Roma.

Osservando il professore dipingere, in Marco si risveglia una profonda vena artistica rimasta sopita (l'unico precedente era un dipinto a olio realizzato in Canada, di cui conserva una foto). Col tempo, si trasforma prima in un appassionato collezionista, acquistando numerose opere dal Professor Barra, e successivamente in un cittadino del mondo e artista itinerante.

I primi esperimenti e gli anni all'estero

L'esordio pittorico avviene agli inizi degli anni Ottanta, in concomitanza con il suo trasferimento presso l’Agenzia Consolare d’Italia a Namur, in Belgio. In questo periodo inizia a studiare da autodidatta le tecniche della pittura a olio, distruggendo numerose tele prima di trovare la propria cifra stilistica.

Per dipingere, l'artista non usa la tavolozza: attinge i colori (prevalentemente i finissimi Winsor & Newton) direttamente dal tubetto, stendendoli sulla tela con pennello, paletta o un panno di cotone. È proprio a Namur che prende vita “America Latina: il Generale U$Ato”, opera che il pittore e critico cinese Zhang Runshi definirà in seguito “un capolavoro” sulla rivista Arte cinese (ottobre 2005).

Nel 1985 si trasferisce presso l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba, in Etiopia, periodo a cui risalgono le opere Minette, Apocalisse, Tempus fugit: metamorfosi della Beltà ed Erezione celebrativa. L’Istituto Italiano di Cultura locale gli propone una mostra personale, ma Marco declina l'invito per etica professionale, volendo evitare favoritismi legati al suo ruolo in Ambasciata. La consapevolezza del proprio valore è ancora ironica e scanzonata: quando una collega, colpita dai suoi quadri, gli chiede di acquistarne uno, lui risponde divertito che "costano troppo", alimentando un simpatico malinteso sul reale valore delle sue creazioni, che all'epoca considerava ancora un diletto personale.

Il 20 settembre 1988 assume servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Londra, dove dipinge, tra gli altri, il quadro Decollato sulla via di Damasco. Rientrato alla Farnesina nel 1993, scopre la storica Ditta Poggi in Via del Gesù a Roma; qui conosce il leggendario Signor Memmo, che lo introduce all'uso dei rinomati colori ad olio Mussini.

Il successo internazionale in Cina

Dopo un soggiorno a Bogotà nel 1996, il 27 agosto 1999 Marco prende servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino. È in Cina che la sua arte riceve una straordinaria consacrazione, venendo invitata alle più prestigiose mostre internazionali.

Nell'ottobre del 2003 partecipa alla 6ª Mostra Internazionale d’Arte di Pechino, riscuotendo un enorme successo di pubblico e critica. Tra i vari riconoscimenti, il poeta e pittore cinese Wang Xunsheng scrive in un manoscritto: “Marco è un notevole pittore contemporaneo: l’arte italiana ha trovato un Erede”. In occasione dell'esposizione, cura e pubblica Pensieri... a colori / Thoughts... in colour, un catalogo quadrilingue (italiano/inglese/francese e cinese) stampato a Pechino in tremila copie.

Il valore meditativo delle sue opere attira l'attenzione del celebre scrittore sudamericano Ariel Dorfman, professore alla Duke University, che gli scrive commosso proponendogli di utilizzare i dipinti per le copertine dei suoi libri di narrativa, definendoli "meditativi, toccanti, provocatori e capaci di generare un'enigmatica meraviglia".

Da quel momento i successi si susseguono rapidamente:

·         Ottobre 2003: è invitato alla 6 ª Mostra Internazionale d’Arte di Pechino.

·         Dicembre 2003: Partecipa all'8ª Mostra Internazionale d'Arte di Canton. La prestigiosa rivista mensile China Today gli dedica un ampio servizio di tre pagine.

·         Settembre 2004: Espone all'11ª Mostra d'Arte in Cina presso il Museo “Monumento del Millennio” di Pechino.

·         Ottobre 2004: Alla 7ª Mostra Internazionale di Pechino vince il Premio d’Oro, attirando l'attenzione di reti televisive nazionali come la CCTV e della stampa specializzata.

·         Dicembre 2004: Partecipa alla 9ª Mostra Internazionale d'Arte di Canton.

·         Settembre 2005: Pur senza sponsor istituzionali, viene invitato alla prestigiosa 2ª Biennale Internazionale d’Arte di Pechino, dove ottiene un notevole riscontro di critica e pubblico.

Le più importanti firme della critica cinese, tra cui Li Xianting, Zhao Shulin, Yang Wei, e direttori di riviste come il Dr. Wang Zhong (Arte) e il Dr. Xu Yonglin (Arte cinese), dedicano ampi spazi al suo lavoro. Tra i suoi più grandi estimatori si annoverano anche l’On. Bai Yuzhang e l’On. Qin Bailan.

Il ritorno in Europa e il NeoEsistenzialismo Simbolista

Nel 2005 Marco rientra in Italia. Il successo asiatico trova un’eco immediata anche in Europa, dove riceve numerosi inviti espositivi e i pareri favorevoli dei critici d'arte occidentali. Tra questi, la Dott.ssa Sabrina Falzone lo definisce formalmente come “il precursore di un NeoEsistenzialismo Simbolista nel XXI secolo”.

Legatissimo alla scena artistica cinese, durante i suoi soggiorni a Roma promuove intensamente il lavoro dei suoi colleghi orientali in Italia. Sostiene ed iscrive gli artisti Zhao Mengge, Zhang Runshi, Duan Xiaoli, Zhong Tianbing e Ye Xue alla mostra internazionale “Impressioni d’Oriente” a Genova (2007) e, successivamente, sostiene la partecipazione di Qin Bailan e Duan Xiaoli all'esposizione “Ponte di tradizioni tra Cina e Italia” a Venezia (2008).

L'indipendenza artistica e il consolidamento in Europa

Durante i frequenti soggiorni a Roma e le visite in Via Margutta, un gallerista locale, colpito dalla lettura del catalogo “Pensieri… a colori”, offre a Marco un consiglio sincero: evitare le tradizionali inaugurazioni in galleria a favore di una promozione mirata sulle grandi riviste di settore. Nello stesso periodo, l'artista muove i primi passi nel panorama digitale, inserendo le proprie opere su prestigiose piattaforme d’arte internazionali come la londinese Saatchi e la francese ArtMajeur.

Dal dicembre 2006 all'ottobre 2009 presta servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Managua, in Nicaragua, ove svolge funzioni di Console e, in assenza dell’Ambasciatore, assume per due giorni il ruolo di Incaricato d’Affari ad interim.

Nonostante gli impegni istituzionali, l'attività espositiva prosegue con costanza:

·         Novembre 2007: Partecipa alla mostra “Impressioni d’Oriente” nella cornice di Palazzo Spinola di San Luca (Palazzo Ratto-Picasso) a Genova.

·         Dicembre 2007: Su invito del Comitato Scientifico, espone alla 6ª Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze con le opere La tela di Penelope… per Ulisse, Aggiungi la tua firma! e L’Ampolla di Astolfo.

·         2008: Partecipa come Ospite d’Onore alla 4ª Biennale Internazionale d’Arte di Ferrara.

Il successo oltreoceano e i grandi eventi istituzionali

Tra giugno ed agosto del 2009, da Managua (Nicaragua) Marco tiene una duplice mostra personale negli Stati Uniti: prima presso il Museum of the Americas di Miami e, subito dopo, al Latino Art Museum di Pomona, in California. A dicembre dello stesso anno, suggella questo fortunato capitolo rientrando in Cina per la 14ª Mostra Internazionale d’Arte di Canton.

Dopo aver ricevuto nel 2014 il “Premio Giovanni Paolo II” per il dipinto a olio Maria, il 2015 segna l'inizio di una stretta collaborazione con i vertici della critica italiana. Su invito del Professor Paolo Levi, Marco partecipa alla 2ª Biennale Internazionale d’Arte di Palermo, inaugurata da Vittorio Sgarbi. Poco dopo, espone a Roma nelle suggestive Sale del Bramante in Piazza del Popolo. In questa occasione, il Professor Levi motiva l'invito elogiando la sua pittura:

“Per la sua grande capacità comunicativa, risultato di un’attenta ricerca tecnica ed espressiva. La sua partecipazione all’evento romano è dettata dalla grande stima e dall’attenzione rivolte al suo operato e alla sua eccelsa creatività”.

In quel periodo, il celebre dipinto “Papa Francesco con il Presidente Xi Jinping” viene pubblicato sulla rivista Effetto Arte. I successi nei grandi contesti nazionali si susseguono: nel 2016 prende parte alla Triennale dell’Arte Contemporanea di Verona (curata da Levi e Serradifalco, inaugurata da Sgarbi con commissione presieduta da Luca Beatrice) e, nel 2017, all'Esposizione Triennale di Arti Visive di Roma presso il Complesso del Vittoriano, inaugurata da Achille Bonito Oliva, Vittorio Sgarbi e Claudio Strinati.

Un percorso di assoluta libertà e rigore etico

Nello stesso anno, Vittorio Sgarbi decide di inserire e commentare le opere di Marco nei suoi prestigiosi volumi d'arte: British Royal Fashion Icons viene selezionata per il volume Italiani, mentre The Warrior Goddess compare nell'antologia Maestri. Subito dopo, l'artista viene ufficialmente ammesso al progetto “Artisti nella Collezione Sgarbi”.

A conferma del prestigio internazionale raggiunto, Marco viene selezionato per partecipare alla 57ª Biennale di Venezia. Tuttavia, fedele a un personalissimo rigore etico e a uno stile di vita che rifugge il presenzialismo e i viaggi non strettamente necessari, decide di declinare cortesemente l'invito. Questa stessa fiera indipendenza si manifesta nel 2022 quando Ruthie Tucker, titolare della rinomata Amsterdam Whitney Gallery di New York, gli propone un contratto espositivo per la sua galleria; Marco, ringraziando per l'alto apprezzamento, rifiuta l'offerta confermando che le sue opere non sono in vendita.

Le storiche pubblicazioni e l'eredità attuale

Negli ultimi anni, il valore del suo corpus artistico riceve una definitiva storicizzazione attraverso le più importanti pubblicazioni editoriali italiane:

·         2019: Tre sue opere vengono inserite nell'Annuario Internazionale d'Arte Contemporanea Artisti ’19 (Mondadori Store).

·         2023: Viene invitato a proporre i suoi lavori da Start Group, partner del Metropolitan Museum of Art di New York e l’anno successivo l'opera “La tela di Penelope… per Ulisse” viene storicizzata all'interno del prestigioso Atlante dell’Arte Contemporanea (Giunti Editore).

·         2025: L’Editoriale Giorgio Mondadori inserisce ufficialmente una sua opera nel Catalogo d’Arte Moderna n. 61.

La parabola artistica di Marco Salvatore Mallamaci rappresenta oggi una rara e pura testimonianza di come l’arte possa rimanere un autentico strumento di espressione ideale, politico e sociale, totalmente svincolato dalle logiche commerciali e dai condizionamenti del mercato.

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 N.B.: Marco sta completando il catalogo ragionato delle proprie opere, interamente documentate nel suo archivio personale. Ad oggi, l'intero corpus artistico è custodito nella collezione privata dell'autore. Fanno eccezione solo due opere, donate alle care amiche Zhang Meng e Zhang Qiu Fang, le sorelle che lo hanno supportato con affetto in tutte le mostre di Pechino e Hong Kong.

Esplorando le sezioni del sito, troverai i dettagli e le informazioni specifiche sotto ciascuna opera.

 

 ( http://marcoartstudio.com// ) 

 

1984 Belgio

1989 Addis Abeba - Etiopia

  

 1990 Il Ponte di Londra

 2001 La Bocca della Verita' - Roma

  

2001 La Fontana di Trevi - Roma

 2000 Wangfujing - Pechino

  

2003 Guilin-Guangxi

2004 Xishuangban'na - Yun'nan

  

 

2004 Xishuangban'na - Yun'nan

 
 
 
 
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